Stilosi esercizi

martedì, 19 settembre 2006

19 Settembre: Talk Like a Pirate Day

Arrr! Me ne stavo a ubriacarmi nella mia cabina quando quel satanasso del Primo Intendente fece irruzione. Per poco non abbateva la porta quel sacco di merda.
«Una rivolta! Un ammutinamento! Burrrrp! Una rivolta! Un'ammutinamento!».
«Avast! Cane pulcioso!. Spiegami che accidenti sta succedendo...e prega sia importante! Questa sgualdrina di bottiglia non è ancora alla fine»
«Il quinto gruppo...I-I-Il qu-quinto gruppopopo...quello didi-di-di Mark A'ironmaul. Si-si-si - BUURp! - si è rivoltato»
«Piantala di farfugliare e spiegami che è successo, trippone rognoso» Gli allungai un bicchiere di sturabudella che tracannò più veloce di quanto Shawn Fasttalk avesse mai potuto dire "corpo di mille balene". Il bicchiere andò a schiantarsi in un angolo subito dopo; il tremore si placò.
«Si sono rivoltati Capitano. Hanno incominciato a u- a u- a uccc-cccidere quelli che non volevano passare dalla loro parte»
«Peste li colga! E peste anche a te e alle tue stupide storie di ammutinamenti, arrr!»
Mi precipitai fuori dalla cabina e feci irruzione sul ponte con la furia di un serpente marino.
Una barricata fatta di barili di grog lacrimava sul pavimento del ponte principale il delizioso nettare che avrebbe dovuto torcere le mie budella. Quei figli di una scrofa si sarebbe fatto un bel giro di chiglia per questo! Com'è vero che il mio nome è John "Barbafiacca" Silversparkshafter!!!
«Ahoy!!! Miserabile figlio di cagna! Vuoi davvero andare a nuotare con gli squali?»
Ironmaul - quell'appestato cencioso indossava il mio cappello buono - si levò sopra i barili con le rivoltelle spianate. «Zitto, vecchio escremento! La nave ora è nostra!»
«Arrr-Arrr-Arrr!!! Credi che tu e i tuoi mocciosi mi facciate davvero paura? Stai parlando a John "Barbafiacca" Silversparkshafter! Non con quella palla di lardo dell'Intendente Brop, buono solo per i topi!» E voltandomi verso l'Intendente glielo dissi, oh sì! «Cagasotto!». Era tutto sporco; i tirapiedi di Ironmaul gli avevano scatarrato addosso dalle barricate.
«Farai la fine dei tuoi purulenti tirapiedi, vecchio bavoso!» disse Ironmaul indicando in cielo.
Un rumore di avvoltoi attirò il mio sguardo verso l'alto, dove un paio di quegli schiavi puzzolenti stavano appesi agli alberi, scarnificati. Ora quelle scimmie puzzavano anche più di prima.
Ma con me sul ponte il morale della ciurma era risollevato. Nonostante i morti - subito buttati agli schiavi, perchè i funerali sono per mammolette, non certo per pirati, arrrr! - volevano fargliela pagare. Uno dei miei bucanieri di fiducia - credo fosse Mug, o Swerty - atterrò Ironmaul con un lancio di stivale. Arrr-Arrr-Arrr! Volò gambe all'aria come un marmocchio quel...quel marmocchio! Cori di "Ayeeeeeeeeeeeee! Ayeeeeeeeeeeeeeee!" si levarono al cielo. Fiamme dell'inferno! Come erano rabbiosi i miei ragazzi, Arrrr!
Sfoderarono le sciabole e, compatti, dietro di me si buttarono contro quelle scimmie impertinenti.

Quello fu un gran giorno per gli squali.


scritto da: weatherman alle ore 12:17 | link | commenti (3)
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mercoledì, 13 settembre 2006

Ein Tag aus der Leben des kleinen Jaromir

Ricreazione, classe 9a, collegio militare Sankt Jakob, da qualche parte nell' Impero Kakanico. Maggio 1914.

Jaromir, sottobraccio ad Adalbert, bisbiglia: "Beffeggiare i professori è giusto, ma prendersela con l'inserviente Benda mi sembra quantomeno crudele."

Adalbert lo guarda tra il divertito e il sorpreso, con una delle sue azzurre occhiate sospese: "Aha.....! Parli così perché quella spia di Benda è uno sporco slavo come te"

Jaromir si sente trapassare l'animo da una pioggia di spilli. 'Ma come?', si dice, 'La sera prima, dietro le scuderie, il suo giovane corpo compatto non gli era sembrato sporco, mentre lo penetrava. Anzi, c'era qualcosa di feroce e di indifeso al contempo in quell' atto furtivo di possesso. Si era sentito suo, di Adelbert e di nessun altro, la carne rosa straziata come un sigillo di proprietà bruciante.'

Jaromir cerca di cambiare discorso. Finge un' aria superiore e disinvolta: "Senti, per lo sciopero dovremmo affidarci a Bernie Nüssbaum. Quello sì che saprebbe come aiutarci. Ieri mi ha raccontato che lui e suo fratello Hermann hanno già giocato un bel tiro al vecchio Wendelin l'anno scorso, quando gli era presa la mania delle trincee....Dopo due settimane che scavavano come talpe, Bernie ha convinto tutti quelli della sua squadriglia a svuotare gli orinali nella trincea che avevano appena costruita. Ovviamente di notte, quando nessuno poteva accorgersene. Non ti dico la mattina dopo, i cadetti nelle loro bianche uniformi, invitati da Wendelin per l'ispezione......Che dici, il buon Bernie ci aiuterà anche stavolta!"

La bellissima bocca di Adalbert s' increspa in una piega di disgusto, che lo rende, nella sua ineffabile bellezza, quasi turpe: "Non farti troppe illusioni. Nüssbaum ha altro a cui pensare. Domenica scorsa l'ho beccato al Zum Roten Hirsch, che ci provava con Grete. E secondo me, se l'è pure fatta. Li ho visti salire al piano superiore, e Bernie è sceso due ore dopo, con la faccia più soddisfatta che gli ho mai visto. Eh sì, gran scopatore il Nüss, come tutti gli ebrei."

Il volto triangolare di Jaromir si adombra: "Non è vero, sei disgustoso!"

Ah sì, sarei io disgustoso?...Se proprio ci tieni a saperlo, quel cazzetto circonciso si è anche scopata tua madre."

Il sangue gli monta alla testa, saturandogli la vista con un ricco, spesso, sipario rosso. Jaromir è fuori di sé. Colpisce alla cieca, cogliendo la gota impreparata di Adalbert, quella gota rosea e appena dorata dalla barba incipiente che solo la sera prima aveva coperto di baci. E poi ancora, ancora pugni. Ad ogni colpo che sferra, Jaromir ricorda sempre più chiaramente gli sguardi di complicità tra Bernie e la madre, a colazione, all' indomani di quelle brevi notti d'estate in cui Bernie sembrava sparire, rapito da qualche stella, durante le loro passeggiate nel parco, sotto gli ippocastani. Quasi un anno era passato, un anno!, in cui, grazie ad Adalbert, era morto il bambino che lo imprigionava. Ed ora quel bambino resuscita, non roseo e sereno, ma corrotto, come da un penoso soggiorno in una catacomba.

Lascia Adalbert esanime. Il giorno dopo viene espulso, e consegnato alla vita borghese, bambino orfano dei suoi due unici amori.


scritto da: roseau alle ore 01:54 | link | commenti (1)
categorie: testo n1 variazione
martedì, 12 settembre 2006

 

Assemblea di classe, V A, Yuri, seduto sul banco, prende la parola:

«Allora, beffeggiare il professore è giusto, ma prendersela coi bidelli mi ha fatto girare le palle»

Tonio: «Sì, vabbe’: Tarì è un proletario sfruttato ma è anche negro e sicuramente scopa più di noi»

Corvo: «Ma anche prendersela con quel povero cristo di Gracco è da vigliacchi: per l’occupazione ci ha parato lui il culo»

Marco: «Lo sappiamo che ci tiene al vostro culo!»

Corvo (con tono caricaturale da checca): «Sei solo gelosa».

Yuri: «Oh Corvo, di quel riformista del cazzo di Gracco sinceramente non me ne fotte niente: fa tanto il compagno ma alla fine è un cane da guardia del sistema anche lui; tutt’al più è lo sbirro buono»

Corvo: «Però con la Malasera non avremmo mai avuto le palle di farlo». Poi con aria eccitata «Anche perché ci frusta!»

Pierino: «Malasera? BONAsera! Anzi: Bona sempre! Ah-ah, ah-ah, ah-ah!» si avvia saltellando verso il corridoio «Signorina Malasera/ che me fa’ tocca’ na pera?// Signorina Malasera/ che me fa’ lecca’ na pe’…»

Alla porta si imbatte in una bella signora mora, prosperosa, dallo sguardo duro e le sopracciglia inarcate: è la professoressa Malasera!

 

   L’esimio Signor Preside intanto cammina nervosamente per i corridoi: «Che rottura di coglioni; però sono soddisfatto: un branco di spinellati segaioli se la prende con un terrone finocchio, che si distruggano a vicenda; impara a menarla con i suoi dibattiti del cazzo. Mi dispiace per quel Tarì che è un buon lavoratore, ma un po’ di polvere di gesso in faccia non può fargli che bene: non puoi venire a scuola così nero, mi spaventi i ragazzi… Poi scoprono che non spacci, ci rimangono male e ti danno del collaborazionista.»

 

  Entra in classe il Preside: «Quello che è successo ieri è una vergogna per la nostra scuola e per la nostra città. Ma noi non crediamo in castighi tremendi come sospensioni con obbligo di frequenza o bocciature di massa, ma in punizioni miti e correttive atte ad emendare in maniera maieutica i difetti di ciascuno. Quindi, allo scopo di farvi riflettere sui sacri valori di libertà e democrazia che avete così barbaramente ridicolizzato, potrete riscattarvi dal sette in condotta svolgendo lavori utili al fianco dei collaboratori scolastici di cui vi siete fatti beffa; e quest’estate sostenendo uno stimolante stage gratuito presso i grandi magazzini Chiangi&Fotti»

 

   Uscita della scuola, gli studenti sono un tantino incazzati.

Corvo: «Bastardi, ce l’hanno messa nel culo! Ci facessero fare qualcosa di “socialmente utile”… no! Ci fanno passare mezza estate a sgobbare per quei porci capitalisti!»

Yuri: «Vedi cazzo! Se ci fosse il Presidente Mao a quest’ora entreremmo in massa nell’ufficio del preside, gli butteremo all’aria la scrivania, gli pisceremmo in faccia e bruceremmo tutti i suoi libri di merda assieme ai registri di classe.»

Pierino: «Aho, ma se famo la Rivoluzione curturale, a quer gran pezzo de curtura de la Malasera che jè famo? Io foco nu je ‘o do: ‘o sapete che a me la curtura me piace tutta: io in nome der popolo me sacrifico e m’a porto a ccasa!»


scritto da: qualc1 alle ore 13:23 | link | commenti
categorie: testo n1 variazione
mercoledì, 12 luglio 2006

...

Uno. shcschschshcsDue. dcsshhhh prova. E' il preside che vi parla. Vedete io, lo sapete che, io ci ho una gran pazienza con voi però pprc.................................... puttana vacca voi e le vostre teste ma i-o que quest'ann ve la faccio, brutti provinciali voi e i vostri sussidi quqququest'anno vi ammazzo..cschs ahaaaa..tonf..cchschshsc stonkc kc ck......................Vieni Mirella è caduto forte, vè come sanguina povero, secondo me è il caldo, povero signor preside lo fanno....Tecnico mi scusi chiami l'ambulanza per cortesia............Tienilo per la testa... Mirella ma è vero checiaveva l'amante, sì dai la....   Arriva l' ho chiamata, l'ambulanza, ma cosa è successo??

Cazzo, dite che l'abbiamo ammazzato davvero..

Ma va??? vabeh pensiamoci domani.

Sigaretta.

Motorino.

 


scritto da: jeanp alle ore 13:21 | link | commenti
categorie: testo n1 variazione
lunedì, 10 luglio 2006

Incubo

banchi banchi e poi studenti studenti studenti urlanti ululanti copulanti
dietro la fila di banchi banchi banchi
banchi bianchi a branchi
come in un bunker
stesso l'odore di guerra stesso l'elmetto stesso quell'odore di cesso
e studenti come topi impazziti
squittiscono attaccano digrignano i denti
topi topi troppi topi dappertutto
non posso intrappolarli
sono io dentro la trappola dei topi
studenti-topi digrignanti denti come in incubo scolastico-concentrazionario
vogliono tutto lo vogliono subito chiedono vendetta
giocano con la mia paura palleggiandosela tra di loro oltre la lavagna
feroci farciscono col mio terrore la loro ricreazione
addentano la merenda di polvere e sangue
nel bunker tra i banchi aldilà della barricata
mi attaccano vogliono il mio scalpo il mio corpo morto e finalmente muto

schiumano le loro gengive si alzano latrati di guerra
cani rabbiosi con le zanne pronte
studenti-topi-cani studenti-cani-topi
studenti mannari ammaestrati ad ammazzare
da marco il loro master
respingono i rinforzi con polveri bianche
lanciate da dietro i banchi banchi banchi
troppi banchi
troppi topi
e cani incazzati dai denti violenti
emergenti e lucenti
gli studenti-topi-cani vogliono azzannarmi
non voglio essere il pasto dei mannari
l'elmo del potere riluce
altri rinforzi per forzare le difese
impossessarsi dell'elmo infame
trasmutare nuovamente i mannari in pecore
in pecore a branchi branchi branchi
sedate e sedute dietro i banchi banchi banchi


scritto da: marianz alle ore 12:16 | link | commenti
categorie: testo n1 variazione
domenica, 02 luglio 2006

The inversion

I bidelli hanno preso troppo sul serio la mia lezione sullo sbarco in Normandia. Questa mattina hanno disposto i banchi e la lavagna in modo da creare una barricata, inoltre il sottoscritto, munito di elmetto, invita i compagni ad attaccare l'alunno Marco D. Non contenti scagliano gessi contro la dirigenza definendoli "collaborazionisti". Prego la classe V A di assumere provvedimenti severi.

scritto da: sickmelon alle ore 14:54 | link | commenti
categorie: testo n1 variazione

Lezz spic inglish

The class Fifth A has taken too much on the serious the my lesson on the sbarkement in Normandy. This morning the class has disposted the banks and the lavagne in way to create one barricade, and inbeyond the alumn Marc D., munite of helmet, invites the companions at attack the downwritten. Not happy scajed jesses against the bidelles defining them collaborationists. Pray the dirigence of assuming severe provvediments.

scritto da: marianz alle ore 01:27 | link | commenti
categorie: testo n1 variazione
sabato, 01 luglio 2006

Grande Fratello

E' stata una settimana durissima per Marco. Tutto è cominciato giovedì, quando il pubblico ha deciso che per Marina, la bella bionda oggetto delle attenzioni particolari di Marco, l'esperienza nella casa doveva finire. E che invece doveva rimanere Franco, l'inseparabile compagno di avventura di Marco.

Marco (nel confessionale): no, cioè perché io e Franco quaddentro semo come fratelli... cioè a me... ho ccapito subito cheee... con lui... no, c'era tipo un rapporto speciale... come de quelli che te durano anche de fora. Con Marina invece c'era na profonda amicizia... na profonda 'ntesa... poi, chiariamoce, c'aveva 'ste du' poppe... a ragà... Ma vabbé, alla fine so' contento... anche se cioé, me stava come nascendo dentro un certo sentimento d' amore pe' Marina, però, aho, mejo così... e poi era peggio se potevano uscì tutt'e ddue! Pensa se uscivano tutt'eddue, aho, traggedia! Almeno ce sta Franco che me fa divertì...

Poi arriva anche la notizia: il Grande Fratello ha deciso la prova per cui si dovranno preparare. La prova sarà "l'interrogazione di storia". I ragazzi verranno messi in una classe e dovranno rispondere alle domande di un professore molto particolare. Vediamo il ripasso generale prima della prova:

Franco: data dell'unità d'Italia.
Marco: aoh aspetta... No, teribbile, questa 'a sapevo! Questa 'a sapevo! Aspetta... Ce l'ho! 1946!
Franco: no, quella è la data del referendum...
Marco: ah! sì sì! Ah me so sbajato, e scusa! quella era la data der referendum sur divorzio...
Franco: no, no, fermati stai sbagliando tutto....
Marco: ahò lo so che sto a sbajà, però se me interrompi, poi me fai confusione... famme pensà 'n attimo...
Franco:
lascia perdere, te lo dico io. L'unità d'Italia è avvenuta nel 1861...
Marco: ahò, ma che stai addì? 1861? Nun me pare, me fa strano... Nun c'è stata 'na guerra, prima?
Franco: guarda, ne abbiamo già discusso. E' scritto qua, sul libro che avresti dovuto studiare...
Marco: vabbeh, se lo dici te... ma a me me fa strano...

Per infondere coraggio in Marco, la mamma gli fa avere un oggetto a lui molto caro, da tenere vicino durante la prova.

Marco (nel magazzino): AHO'!!!! TERIBBILEEEE!!! MAMMA!!!! L'ERMO DER NONNO GLAUCO!!!! QUELLO CHE USAVA SUR PIAVE!!!! AHO!!! TERIBBILE!!!! TROPPO BELLO ME VIE DA PIAGNEEE!!! ME VIE DDA PIAGNEEEE!!!!

Vediamo come nonstante l'aiuto di Franco la prova non vada a buon fine. Il professore ingaggiato dal Grande Fratello è addirittura Noam Chomsky in videoconferenza dal MIT. La pressione su Marco è enorme. Cerca di rompere il ghiaccio quando gli dicono che lui è il primo ad essere interrogato, ma questo crea solamente ulteriore imbarazzo:

Marco: ahò, a professo', nun è pe' famme guardà con un occhio de riguardo, ma appena esco vojo comprà tutti i suoi album!
Chomsky (parla in inglese e viene tradotto): guardi, veramente io non suono...
Marco: aah... ma io credevo sta storia der professore fosse 'na cosa tipo come per Vasco e Valentino...

La domanda è sullo sbarco in Normandia. Marco fa scena muta. Nessuno parla. I compagni non sanno se alzare la mano, cercare di suggerirgli, lui rimane immobile e muto. Poi qualcosa nel suo cervello su spezza. Marco si alza in piedi e si infila l'elmetto portafortuna. E comincia a urlare verso lo schermo.

Marco: AHO' A PROFESSO'! VOLE PROPRIO SAPE' DE COME SE VINCE 'A GUERA?  MO JE 'A FAMO NOI LA BATTAJA FINALE! MO JE FAMO ER FAINAL CAUNTDAUN!!! A RAGA! FAMOJE VEDE'!!!

I ragazzi ridono e aiutano Marco a costruire una barricata con i banchi presenti nell'aula. Franco si siede in un angolo sconsolato con la testa tra le mani. Chomsky guarda interessato e scrive delle cose su un taccuino. Entrano le bodyguard. Marco scaglia una sedia nella loro direzione. Superano la barricata di banchi e Immobilizzano tutti nella stanza, anche Franco, e li portano fuori. Marco urla e cerca di divincolarsi. Apostrofa la security con parole poco gentili e dà loro dei collaborazionisti. Chomsky squote la testa, poi lo schermo si spegne.

scritto da: sickmelon alle ore 16:33 | link | commenti (2)
categorie: testo n1 variazione

Lucignolo

Ragazzi, siete pronti per un'altra inchiesta di Lucignolo? venite con me, vi porto nel centro del disagio giovanile. Ragazzi sbandati, per loro anche scuola è solo incitazione alla violenza. Guerra, non pensano che a questo.
(musica: Slayer: Raining blood)

come ti chiami?
Marco
e cos'è quello?
un elmetto
un elmetto?
sì sì un elmetto, prima guerra mondiale, originale, cento sacchi su ebay, altro che telefonino
e perché hai comprato un elmetto?
così, per divertirci a sfottere il prof di storia, e poi perché me piace la guerra ecco sì

Impertinenti come il vostro Lucignolo, tutto quello che vogliono è divertirsi, e non si sottomettono a nessuna autorità. Scuola, famiglia, chiesa, non è rimasto niente dei vecchi modelli. L'unica loro filosofia è il vandalismo. Non hanno nessun freno. Rispondono solo a se stessi.
(musica: Vasco Rossi: Come stai)

Oggi alcuni di loro hanno inscenato una protesta clamorosa contro il prof di storia. Gli hanno impedito di entrare con una barricata di banchi. Ma ecco uno dei giovani protagonisti: intervistiamolo.

perché lo avete fatto?
perché il professore è un fascista
e cosa vuol dire?
eh, vuol dire che, insomma... è un porco ecco
e cosa vuol dire fascista per te?
ma... non lo so.. ehm... io nun c'ho niente contro i fascisti però.. è che il prof ci vuole dì quello che dobbiamo e nun dobbiamo fare... fa come se è il padre capito? e non lo possiamo sopportare questo, no ecco
ma perché avete fatto le barricate?
ma, per divertirce, insomma... sì... l'idea c'è venuta quando c'ha spiegato lo sbarco in normandia... e allora ce siamo detti, glielo famo noi lo sbarco contro quel fascista

(musica: Prodigy: Smack my bitch up)
Violenza, droga, sesso selvaggio, vandalismo. Le nuove generazioni stanno crescendo, cosa ci riserva il futuro? Siamo davvero alla guerra contro i professori, contro la vechcia scuola?
Ma adesso, ragazzi, seguite il vostro Lucignolo... vi parlerà di altri scottanti argomento di cui nessuno parla: lesbiche dodicenni emarginate che si ritrovano in chat alle tre di notte per organizzare la ribellione; centri sociali di destra discriminati dalle giunte di sinistra... seguitemi.
(musica: Slipknot: Surfacing)


scritto da: marianz alle ore 12:32 | link | commenti
categorie: testo n1 variazione

Questo blog è un gioco tra amici. Il suo scopo è di allenarci a diventare ruffianissimi scrittori che, come i vecchi sofisti, possano essere capaci in futuro di scrivere i discorsi del premier e quelli dell'opposizione, il nuovo libro di Melissa P e il romanzo d'avanguardia dalla tiratura di dieci copie. In nome del relativismo e dell'entropia universale.

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