Stilosi esercizi

lunedì, 04 settembre 2006

Elegia dell' indiano padano

Sono anni che percorro la Via Emilia, di notte, e non mi sono ancora stancato. Sono alla mia  quarta birra, stasera, la macchina è calda e la strada mi sembra un nastro nero, morbido e liscio come la linea alba della troia nigeriana che ho caricato su a Sant' Ilario. E sapeste che soddisfazioni perdere le notti tra cosce e zanzare e nebbia e locali a cui dai del tu. Anche se, l'ultima volta che ho dato del tu ad un locale mi sono risvegliato a casa della Noelia, con un sopracciglio spaccato e l'alcool che mi colava negli occhi e in bocca. La mia larga, scazzata facies padana da sioux devastata da una caracca di Mario.

La gente di pianura è proprio stupida. Non c'è niente di cui parlare, all' infuori della figa, di chi prende l' Inter e del lavoro di merda.

E non importa se in certe notti mi tocca sostenere tutto da solo il peso della morte di Dio. Morto, come Tondelli, mio fratello nell' anima trafficata. Dio, un momento per me, non ce lo ha avuto mai. Il senso della mia vita resta prigioniero in questi quarantadue chilometri di statale. In fondo, cos' è mai la vita? Un giorno passato in un cattivo albergo. Che è il bar Mario, con Neil Young che passa alla radio. Piantato in riva al fosso pieno di zanzare vampiro, con una luna che, nell' afa di fine agosto, sembra sanguinare anche lei.

 

E allora vaffanculo all' odore dei fossi,

vaffanculo a quei pochi che lo riconoscono ancora,

vaffanculo alla luna mestruata,

vaffanculo alle zanzare,

vaffanculo al ponte delle troie gentili,

vaffanculo al bar Mario,

vaffanculo alla macchina che è calda,

vaffanculo soprattutto alla radio che passa Neil Young.

Amico passami un altra birra che vomito nel fosso, così almeno qualche rana banchetterà.


scritto da: roseau alle ore 14:12 | link | commenti
categorie: testo n4 variazione

Ma come fanno i marinai...

Sono anni che sono in mare e, sapete, non ne posso più. Ho una scorta di rum giù nella stiva, e guai a chi me la tocca. Basta bere un sorso, poi due, poi tre emagari quattro, e il mal di mare se ne va: tanto vomiterei comunque. E sapeste che soddisfazione vomitare tutto dentro l'acqua, alla faccia dei pesci che ci accompagnano, che annegassero pure nel mare del mio vomito, vedremo se sanno nuotare anche là in mezzo.
Il mare, già. Quando sono a terra, coi pieni ben saldi, il mare diventa il mio amore. La gente di terra è così stupida. Arrivato in un porto vado subito a bere, e la gente mi guarda come se stessi ammazzando il Padreterno stesso. Non c'è niente di cui parlare con la gente di terra: è per questo che torno sempre sulla nave, nonostante il vomito, nonostante il sole che ti mangia la pelle. Il mare è una puttana, ti ci puoi sempre rifugiare, non ti chiede niente, si dà a tutti. Una grande, immensa puttana, ecco.
Ma non bisogna mai fidarsi del mare. Quante volte abbiamo perso il controllo, quante volte quelle onde di merda hanno iniziato a trascinarci dove volevano loro; in quei momenti bestemmiavamo così forte da farci sentire da Dio stesso, maledicevamo questo fottuta vita di merda, e ci attaccavamo alla bottiglia per non capire. Ed erano risse per il controllo del rum, ed il coltello il nostro migliore compagno. Non puoi fidarti del mare, non puoi fidarti degli uomini.
Quando il mare è calmo sono guai anche a farsi il bagno. Anche gli animali sono avversi. Quanti squali, pescecani, razze, meduse, e poi alghe, maledette alghe che infestano i mari per chilometri e chilometri, un oceano di alghe appicicose, vischiose, maleodoranti. Qualcuno racconta di branchi di alghe carnivore che attaccano i marinai scesi a fare il bagno...
Un giorno, semi-sbronzo, ho iniziato a cantare:
Vaffanculo alla terra
Vaffanculo all'acqua
Vaffanculo alla spiaggia
Vaffanculo alla nave
Vaffanculo agli uomini
Vaffanculo alle donne
Vaffanculo ai pesci
Vaffanculo alle alghe
Vaffanculo alle onde
Vaffanculo ai temporali
Vaffanculo alle stelle
Vaffanculo al cielo
Amico passami un'altra bottiglia di rum
fammi vomitare in questo mare di merda.

scritto da: marianz alle ore 11:39 | link | commenti
categorie: testo n4 variazione

Questo blog è un gioco tra amici. Il suo scopo è di allenarci a diventare ruffianissimi scrittori che, come i vecchi sofisti, possano essere capaci in futuro di scrivere i discorsi del premier e quelli dell'opposizione, il nuovo libro di Melissa P e il romanzo d'avanguardia dalla tiratura di dieci copie. In nome del relativismo e dell'entropia universale.

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